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Così ci riferisce direttamente Tucidide

"Dall'Italia, dove abitavano, I Siculi, che fuggivano gli Opici, passarono in Sicilia su delle zattere, come si può pensare e come anche si racconta, attraversando lo stretto dopo aver aspettato il vento propizio; o forse impiegarono un qualche altro mezzo di navigazione. Siculi ve ne sono ancora in Italia, anzi la regione fu appunto chiamata Italia da Italo, un re dei Siculi che aveva questo nome".

"Dopo la presa di Troia alcuni Troiani fuggendo gli Achei giunsero in Sicilia su barche e, abitando al confine dei Sicani, nel loro insieme furono chiamati Elimi; le loro città erano Erice  ed Egesta  (Segesta). Li raggiunsero anche alcuni Focesi provenienti sempre da Troia, in quel tempo gettati da una tempesta prima nella Libia e poi in Sicilia".

Anche Dionisio d'Alicarnasso - che riferisce notizie di Ellenico - di concerto così si eprime:

"Pertanto la stirpe dei Siculi così lasciò l'Italia, come racconta Ellenico di Lesbo, nella terza generazione prima della guerra di Troia, essendo il ventesimo anno del sacerdozio di Alcione in Argo. Egli tramanda che due spedizioni di Italici passarono in Sicilia; la prima era quella degli Elimi che si dice fossero cacciati dagli Enotri; quella che passò cinque anni dopo di questa era degli Ausoni, che fuggivano gli Iapigi, e il loro re era Siculo, da cui presero nome e gli uomini e l'isola".

I rapporti con i Fenici iniziarono quasi bene, e furono di guerra in seguito, specialmente quando Siracusa divenne la città guida della Sicilia greca e punto di riferimento di tutta la Magna Grecia. Anche di ciò abbiamo la testimonianza di Tucidide:

"Anche i Fenici abitavano qua e là per tutta la Sicilia, dopo aver occupato i promontori sul mare e le isolette vicino alla costa, per facilitare i rapporti commerciali con i Siculi. Quando poi vennero d'oltre mare in gran numero i Greci, essi sgombrarono la maggior parte del paese e si concentrarono a Mozia, Solunto e Panormo, vicino agli Elimi dove abitarono, rassicurati dall'alleanza degli Elimi stessi e dal fatto che quel punto della Sicilia distava pochissimo da Cartagine".